VerdArte 2026: arte, natura e comunità tra i sentieri di San Pier d'Isonzo

Arte contemporanea, territorio e partecipazione nella nuova edizione di VerdArte da Villa Prandi al Passo della Barca.

Inaugurazione di VerdArte a San Pier d'Isonzo con opere d'arte immerse nella natura

VerdArte 2026 ha riportato l’arte tra i sentieri di Villa Prandi a Cassegliano, trasformando il bosco in un luogo di incontro, scoperta e condivisione.

Per un pomeriggio, visitatori, artisti, famiglie e curiosi hanno percorso i camminamenti immersi nel verde lasciandosi guidare dalle opere disseminate lungo il percorso. Lo sguardo saliva verso gli alberi, si soffermava sui dettagli, seguiva forme, colori e materiali. Ad ogni curva emergeva una nuova sorpresa, capace di accendere dialoghi, riflessioni e meraviglia.

 

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La visione di VerdArte: quando il paesaggio diventa racconto

Dietro questa manifestazione c’è la visione dell’architetta Mila Marzotto, fondatrice di VerdArte, che negli anni ha saputo creare un progetto capace di intrecciare arte, territorio e comunità.

La forza di questa intuizione risiede nella capacità di inserire le opere all’interno del paesaggio, permettendo ai visitatori di incontrarle lungo il cammino in modo naturale e spontaneo. L’arte entra così nella quotidianità, dialoga con gli alberi, con i sentieri, con la storia dei luoghi e con le persone che li attraversano.

VerdArte non porta semplicemente l’arte nella natura. Trasforma la natura in uno spazio di relazione, dove opere, persone e territorio entrano in dialogo spontaneamente.

Camminando lungo il percorso espositivo, ogni installazione contribuisce a costruire una nuova lettura del paesaggio, invitando ad osservare con maggiore attenzione ciò che spesso diamo per scontato.

Una comunità che si ritrova attraverso la cultura

Uno degli aspetti più significativi dell’evento è stata la partecipazione della comunità.

Residenti, visitatori provenienti da altri comuni, appassionati d’arte e famiglie hanno condiviso lo stesso percorso, trasformando la passeggiata tra le opere in un’esperienza collettiva.

L’arte è diventata occasione di incontro, conversazione e scoperta. I sentieri si sono animati di persone che osservavano, commentavano, si fermavano ad ascoltare le spiegazioni e a confrontarsi sulle emozioni suscitate dalle opere.

Questa capacità di creare connessioni rappresenta uno dei valori più preziosi di VerdArte e testimonia l’importanza di iniziative culturali che coinvolgono il territorio in modo diretto e partecipato.

martina michelin srtista contemporanea immersa nell'isonzo con la sua opera matite rosse verdarte

Il sale del gesto: l'installazione di Martina Michelin a VerdArte 2026

Tra le opere presenti lungo il percorso si trova anche “Il sale del gesto”, la mia installazione composta da tre grandi matite che emergono dal terreno e generano uno scarabocchio sospeso tra gli alberi.

L’opera nasce da una riflessione sul gesto creativo come origine di ogni percorso espressivo. Uno scarabocchio che diventa traccia, direzione, invito a seguire la curiosità e l’immaginazione.

Visita la pagina artista di Martina Michelin

Durante l’inaugurazione, la curatrice prof.ssa Lara Bortolusso ha proposto una lettura particolarmente suggestiva dell’opera.

 

Le matite come dame lagunari

Nel suo intervento, Lara Bortolusso ha ricordato il valore simbolico del sale, elemento essenziale per la vita e metafora di ciò che permette di crescere e prosperare.

Osservando l’installazione, ha inoltre associato le tre matite alle dame lagunari, i pali che segnano le rotte nelle acque e indicano la direzione da seguire.

Una lettura che ha trasformato le matite in veri e propri segnali di creatività: punti di riferimento capaci di indicare un cammino possibile, una direzione aperta all’immaginazione, alla ricerca e alla scoperta.

Una visione che ha arricchito ulteriormente il significato dell’opera e che ha trovato profonda risonanza con il luogo che la ospitava.

Le parole della poesia

Un momento particolarmente intenso è stato l’intervento della poetessa Paola Marchesan, che ha accompagnato l’opera con versi capaci di dialogare con il paesaggio e con la memoria.

Parole che hanno restituito con delicatezza il legame profondo tra identità, territorio e appartenenza, temi che attraversano l’intera manifestazione.

Un grazie a chi rende possibile tutto questo

La riuscita di VerdArte 2026 è stata il risultato dell’impegno condiviso di molte persone.

Un ringraziamento va all’architetta Mila Marzotto per la visione che continua a guidare questo progetto, alla prof.ssa Lara Bortolusso per la curatela attenta e coinvolgente, alla poetessa Paola Marchesan per il suo prezioso contributo, al Comune di San Pier d’Isonzo, alla sindaca Denise Zucco, all’assessora alla cultura Annalisa Manzan, agli artisti partecipanti, ai volontari e a tutte le persone che hanno scelto di dedicare il proprio tempo a questa esperienza, in particolar modo al Consigliere Regionale FVG Enrico Bullian sempre molto attivo sul territorio.

La giornata si è conclusa con un piacevole momento conviviale negli spazi di Villa Prandi, dove conversazioni, sorrisi e nuove conoscenze hanno proseguito il dialogo iniziato lungo i sentieri.

Il percorso continua

VerdArte lascia in eredità immagini, incontri e nuove prospettive.

Lascia la consapevolezza che arte e territorio possono crescere insieme, generando occasioni di partecipazione autentica e valorizzando luoghi che custodiscono storia, natura e memoria.

Ma il percorso non si conclude con l’inaugurazione.

Le opere resteranno visitabili per tutta l’estate e continueranno ad accompagnare passeggiate, incontri e momenti di scoperta lungo i sentieri di Villa Prandi.

Tra le iniziative collegate all’edizione 2026 è previsto anche il concorso fotografico dedicato alle opere e al percorso espositivo. Un invito a osservare VerdArte attraverso nuovi punti di vista, lasciando che sia l’obiettivo fotografico a raccontare il dialogo tra arte, paesaggio e persone.

La premiazione del concorso si svolgerà in occasione del finissage del 6 settembre, appuntamento che chiuderà ufficialmente questa edizione della manifestazione e offrirà un’ulteriore occasione per ritrovarsi, condividere esperienze e celebrare il percorso compiuto insieme.

Nel frattempo, il calendario culturale di San Pier d’Isonzo prosegue con nuovi appuntamenti, tra cui le attese Notti del Vino, confermando ancora una volta la vitalità di un territorio che continua a investire nella cultura, nella partecipazione e nella valorizzazione delle proprie eccellenze.

Perché ogni sentiero percorso insieme lascia un segno. E alcuni segni continuano a raccontare storie molto tempo dopo il passaggio di chi li ha tracciati.

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Se anche tu senti il bisogno di rallentare e ritrovare uno spazio in cui le parole possano ancora avere il loro tempo, sei il benvenuto.

Ogni tanto ti scriverò una lettera. E, se vorrai, potrai rispondermi. Raccontarmi un’intuizione, una giornata storta, una piccola gioia o un dubbio.

Perché credo ancora che due parole sincere possano cambiare il modo in cui gira una giornata.

Credo nel potere del colore, del gesto e della parola come vie di ritorno a sé stessi.

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