VerdArte arriva a San Pier d'Isonzo

Inaugurazione

13 giugno ore 16:00

Presso Villa Sbruglio – Cassegliano

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VerdArte arriva a San Pier d'Isonzo: arte, memoria e territorio lungo il Passo della Barca

Un percorso artistico immerso nella natura per riscoprire uno dei luoghi più significativi e meno conosciuti della storia isontina.

Cos'è VerdArte

Popolare luoghi che meritano di essere osservati con occhi nuovi.

È da questa idea che nasce VerdArte, il progetto ideato dall’architetta Mila Marzotto che porta l’arte contemporanea fuori dalle gallerie e dai musei per inserirla direttamente nel paesaggio.

Le opere diventano così parte integrante dell’ambiente che le ospita, creando un dialogo tra creatività, natura, storia e memoria del territorio.

VerdArte non è soltanto una mostra all’aperto. È un invito a rallentare, camminare, osservare e lasciarsi sorprendere da luoghi che spesso attraversiamo senza conoscerne davvero il valore.


 

VerdArte a San Pier d'Isonzo

Quest’anno il progetto approda anche a San Pier d’Isonzo grazie alla volontà della sindaca Denise Zucco, che ha scelto di valorizzare un’area di straordinaria importanza storica e paesaggistica: il Passo della Barca di Cassegliano.

Un luogo profondamente legato all’Isonzo e alla storia delle persone che per secoli hanno vissuto lungo le sue rive.

L’obiettivo dell’iniziativa è semplice e prezioso allo stesso tempo: riportare l’attenzione su un patrimonio culturale spesso poco conosciuto, restituendo voce a un luogo che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del territorio.

"Oggi il Passo della Barca appare come un luogo silenzioso immerso nel verde, ma per secoli è stato uno dei punti più strategici dell'intero territorio isontino."

Il Passo della Barca: quando l'Isonzo era una strada

Prima della costruzione del ponte di Sagrado nel 1845, attraversare l’Isonzo non era semplice. Per superare il fiume era necessario utilizzare delle imbarcazioni e proprio da qui transitavano viandanti, commercianti, animali e merci diretti verso il Friuli centrale, Gorizia e Trieste.

Le cosiddette “barcate” collegavano le due sponde del fiume e resero questo passaggio uno dei punti più frequentati dell’intera zona.

Tra Settecento e Ottocento il Passo di Cassegliano raggiunse la sua massima importanza. Trieste stava diventando uno dei principali centri commerciali dell’Adriatico grazie all’istituzione del Porto Franco e questo attraversamento rappresentava una tappa obbligata per chi proveniva dal Friuli.

I Conti Sbruglio e il controllo del passaggio

La storia del luogo è strettamente legata alla famiglia Sbruglio.

Per secoli i Conti Sbruglio detennero il privilegio della riscossione del dazio e il monopolio della navigazione nell’ultimo tratto dell’Isonzo, un tratto che per lungo tempo segnò anche il confine tra la Repubblica di Venezia e i territori arciducali.

Il controllo del passaggio era talmente importante da essere spesso oggetto di contese tra le famiglie nobiliari dell’epoca.

Villa Sbruglio-Prandi e le tracce della storia

foto dal web 

Ancora oggi il territorio conserva importanti testimonianze di quel passato.

Villa Sbruglio-Prandi racconta la lunga storia della famiglia che gestì il passaggio sul fiume e rappresenta uno dei luoghi simbolo della memoria locale.

Lungo il percorso sono inoltre presenti altri elementi storici di grande interesse: il capitello votivo che proteggeva il Passo della Barca, il cippo veneziano che ricorda gli interventi di consolidamento degli argini e le tracce degli antichi collegamenti che per secoli hanno unito comunità, commerci e culture diverse.

Parte delle informazioni storiche riportate in questo articolo sono tratte e rielaborate da un contributo di Ivan Portelli pubblicato sul sito del Comune di San Pier d’Isonzo.

La mia partecipazione a VerdArte

Quando mi è stato proposto di partecipare a VerdArte lungo il mio amato Isonzo ho accettato con entusiasmo.

Chi segue il mio percorso sa quanto il territorio in cui vivo sia presente nel mio immaginario creativo e quanto spesso le mie opere nascano dall’osservazione dei luoghi, delle persone e delle tracce che il tempo lascia dietro di sé.

Per questa edizione ho realizzato un’opera inedita pensata appositamente per dialogare con il contesto che la ospiterà.

Per il momento, però, preferisco lasciare spazio all’attesa.

Nei prossimi giorni racconterò il progetto, il suo significato e il percorso che mi ha portata a realizzarlo.

Un invito a guardare

VerdArte è un’occasione per osservare il territorio da una prospettiva diversa.

Per fermarsi.

Per camminare.

Per scoprire che dietro un sentiero, un argine o un vecchio passaggio sul fiume possono nascondersi secoli di storia.

E forse anche qualche nuova domanda da portare con sé.

Vi aspetto lungo il percorso di VerdArte a San Pier d’Isonzo.

Hai un ricordo legato all'Isonzo o al Passo della Barca?

Raccontamelo nei commenti o durante VerdArte.

Le storie dei luoghi continuano a vivere attraverso le persone che le custodiscono.

Chi è Martina Michelin

Artista contemporanea, autrice e fondatrice di MyOm Arte Grafica, Martina Michelin sviluppa una ricerca che intreccia pittura materica, scrittura e percorsi di espressione creativa. Attraverso opere, libri e progetti culturali esplora i temi dell’autenticità, della trasformazione e della libertà espressiva.

Credo nel potere del colore, del gesto e della parola come vie di ritorno a sé stessi.

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