Un gesto semplice ed istintivo che può aiutare ad abbassare la confusione mentale e ritrovare il piacere di creare in libertà.
Molti adulti smettono di disegnare perché pensano di non essere capaci o perché pensano che sia un’attività per chi vuole creare opere da appendere. In realtà ritagliarsi del tempo per stimolare la creatività senza aspettative è liberatorio per decomprimere il rumore mentale che accumuliamo nelle nostre giornate sempre più frenetiche.
Smettiamo lentamente di dedicarci alla pittura ma spesso tutto parte quando qualcuno ci fa capire che esistono persone portate e persone che non lo sono. Cresciamo imparando a valutare il risultato prima ancora di permetterci di fare esperienza, sperimentare divertendoci. Tutto viene sempre trasformato in prestazione.
Eppure, pensaci. C’è un gesto che continua ad accompagnarci per tutta la vita: lo facciamo durante una telefonata, in una riunione, mentre aspettiamo qualcosa o quando non sappiamo che fare.
Sì, parlo proprio dello scarabocchio.
Un gesto apparentemente inutile che, in verità, può essere un nostro grande alleato. Un inizio per tornare in uno spazio creativo, lasciare semplicemente che la mano vada da sé senza sapere in anticipo cosa ne uscirà. D’altra parte cosa aspettarci da uno sgorbio… E proprio perché non ti chiede progettazione, quel gesto può diventare un vero e proprio interruttore che apre una stanza ariosa e piena di spazio libero tutto per te.
Lo scarabocchio è probabilmente una delle forme espressive più spontanee che esistano. Nasce dal nulla, dalla noia, da un pensiero fisso, da un sogno… Da qualsiasi cosa, insomma.
Lo puoi fare in qualsiasi posto, sul foglio di un vecchio giornale, su un pezzo di carta alla fine della sua vita, sull’agenda e perfino sulla sabbia. E con qualsiasi oggetto che possa lasciare una traccia… anche un dito sporco di sugo!
Nasce senza chiederti nulla e semplicemente dal bisogno di lasciare una traccia visibile. Rende tangibile un tuo movimento.
Quando scarabocchiamo, la mano si muove quasi prima del pensiero. È un gesto libero da aspettative che permette alla mente di allentare la presa e di uscire per qualche istante dalla continua ricerca di controllo.
Quando siamo in balia dei pensieri, viviamo, agiamo, cerchiamo soluzioni sempre nello stesso posto: nella mente.
Analizziamo. Prevediamo. Confrontiamo. Giudichiamo.
Lo scarabocchio ci riporta invece nel corpo e nel gesto.
Seguire una linea, una curva, una ripetizione o un intreccio di segni aiuta a spostare l’attenzione dal flusso mentale all’esperienza presente, accende la creatività.
Ed ecco che da una stanza chiusa dove sbatti la testa sempre sulla stessa parete o, “dove il dente duole” come si usa dire, entri in un posto diverso, dove il cielo può essere verde ed un limone rosso. Una farfalla enorme ed un albero privo di radici.
Risolve il tuo problema nella realtà? No, ma dona un respiro alla mente, la calma, magari ti scappa un sorriso nel frattempo… Chissà.
E se ti donasse più lucidità per farti capire che quel muro comunque non si sarebbe spostato con le tue testate?
E magari ti accorgi che lì non c’è una porta ma c’è una finestra, dei legni, un martello e dei chiodi. E con la tua creatività ritrovata puoi costruirti una scala. Non perfetta, ma funzionale!
Molti blocchi creativi non nascono dalla mancanza di idee. Nascono da graziosi giudizi che abbiamo impantanati nella memoria più profonda.
Un bellissimo dialogo interiore dove ci diciamo tutta una serie di cose carine tipo:
“Non verrà bene – Non sono capace – Sono negato – Sto sbagliando tutto.” Nei commenti puoi anche aiutarmi con le tue frasi preferite se ti va.
Lo scarabocchio ha una caratteristica preziosa: non promette alcun risultato. E proprio per questo il giudice interiore un poco alla volta perde forza.
Quando smettiamo di cercare la perfezione, torniamo a sperimentare. E quando torniamo a sperimentare, qualcosa ricomincia a muoversi
Nei miei percorsi di pittura emozionale lo scarabocchio non è un passatempo. È una porta. Un modo semplice per uscire dai canoni e avvicinarsi a un’espressione più autentica. Molte persone arrivano convinte di non essere creative. Poi iniziano con un segno, una linea, una ripetizione spontanea. Poco alla volta il gesto si amplia. Entrano i colori. Entrano le mani. Escono pensieri e le emozioni.
E ciò che era nato come uno scarabocchio si trasforma in un dialogo con sé stessi.
Quando qualcuno mi dice di sentirsi bloccato davanti a un foglio bianco, chiedo di prendere una matita o un pennarello e lasciare che la mano si muova senza una meta precisa.
Di seguire il gesto invece dell’idea.
Perché spesso il problema non è il foglio bianco, è l’aspettativa che ci mettiamo sopra. Lo scarabocchio aiuta a svuotare quel peso e a ritrovare il piacere di creare.
Prendi un foglio e lascia che la tua mano si muova senza cercare di rappresentare nulla.
Curve, intrecci, punti, linee, ripetizioni.
Osserva semplicemente ciò che accade, la pressione, gli scatti o la dolcezza del movimento.
Ricorda, stai creando uno spazio tuo. E a volte basta uno scarabocchio per ricordarci che la creatività non è qualcosa da imparare. È qualcosa che abbiamo sempre avuto.
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Un percorso guidato che ti accompagna a trasformare lo scarabocchio in un gesto tascabile per abbassare il volume dei pensieri con la creatività
Credo nel potere del colore, del gesto e della parola come vie di ritorno a sé stessi.
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