Ho scritto questo libro senza nemmeno pensare alla pubblicazione. Sono stata io la prima ad attraversarlo, e ad attraversarmi, mentre lo creavo. Non mi sono chiesta che genere fosse, ma solo cosa potesse dare di utile, se qualcuno un giorno lo avesse letto. E poi ho deciso di pubblicarlo. Da sola. Ho pensato alla grafica, da sola con il mio sasso, nella mia stanza. Ed è stata una sorpresa. Un’emozione infinita vedere che, lentamente, ha iniziato a creare relazione.
Martina Michelin
Stanze, Pozzi e Sigilli nasce così: non come un prodotto editoriale, ma come un luogo interiore da attraversare. Un invito a fermarsi, osservare, ascoltare ciò che spesso resta sepolto sotto la superficie.
La presentazione ufficiale del libro si terrà con il patrocinio del Comune di San Pier d’Isonzo, dove sono nata, cresciuta e continuo a vivere. Un gesto — soprattutto da parte della sindaca Denise Zucco — che per me ha un significato profondo.
Perché i territori non sono solo luoghi geografici: sono memoria, radici, incontri, possibilità di visione condivisa.
Sentire accoglienza da parte delle istituzioni culturali del territorio significa riconoscere che anche linguaggi fragili, introspettivi e non convenzionali possono trovare spazio pubblico e dialogo umano.
Un ringraziamento speciale va alle persone che hanno creduto in questo progetto e ne hanno riconosciuto il valore umano prima ancora di quello editoriale.
Tra queste, anche Lucia e Valentina, che accompagneranno la presentazione del libro rispettivamente come lettrice e mediatrice, dando voce e presenza a parole nate nel silenzio di una stanza.
“In sintesi, leggere Martina Michelin significa concedersi il lusso di un attraversamento personale autentico, volto a proteggere ciò che è vero dentro di noi.”
Riccardo Formelli Tweet
Accanto al libro, sta prendendo forma anche un altro percorso inatteso: Lorenzo Grion, parte della mia vita fin da quando era in grembo mentre anch’io stavo per diventare madre, oggi laureando universitario al DAMS, ha scelto di sviluppare un cortometraggio ispirato ad alcuni elementi presenti all’interno dell’opera.
Un progetto ancora in fase embrionale, ma che testimonia come certe immagini, certi simboli e certe domande continuino a generare nuovi linguaggi.
E questa è forse la parte più emozionante.
Perché le recensioni ricevute in queste settimane non parlano soltanto di scrittura. Parlano di riconoscimento. Di persone che si sono sentite viste. Attraversate. Raggiunte. E che, durante la lettura, hanno cambiato sguardo verso sé stesse.
Molti lettori hanno definito questo libro “un’esperienza”, più che una semplice lettura.
Forse perché Stanze, Pozzi e Sigilli non chiede di essere capito perfettamente.
Chiede presenza.
E se ancora non lo hai fatto…
Come scritto nelle prime pagine:
“Esiste un sasso con un buco
e la tua disponibilità
ad accogliere l’idea
di saltarci dentro insieme a me.Togliti le scarpe.”
Credo nel potere del colore, del gesto e della parola come vie di ritorno a sé stessi.
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